venerdì 1 febbraio 2008

Puntata n. 16: L'ora (et labora) del the

Nelle puntate precedenti:
ora gradirei prendere una tazza di the, si mi seguirete vi racconterò ogni cosa
Ge: ottima idea, qualcosa di caldo, con questa pioggia fa davvero piacere.
Ri: dopo di voi compare..
e i due si ritirarono nella aula est per imminente merenda.


Di fronte alla macchinetta del caffè si sollevo un dilemma etico.
Riporto Lucherino nell’attesa trepidante sentenziò con il suo solito fare quasi indifferente: “… … …allora, che si fa con questo the bollente?”
Mino Germino famoso per la sua taccagneria replicò al giovane collega infido e ingenuo che ben sperava vanamente che il grande aristotelico Germino Mino potesse cadere nel suo retorico tranello da sofista alle prime armi: “Caro Lucherino Riporto, siamo dinnanzi ad una macchinetta del the, la procedura vuole che il cliente inserisca nel ingresso apposito la monetina in conformità col prezzo del prodotto. Il the costa 1 baiocco, quindi per goderne di quella divina bevanda deve inserire tele importo, quindi frughi nelle sue tasche”
Riporto Lucherino approfittando di un momento d’esitazione di Germino Mino si tolse di gran lena il pantalone che stava indossando e appena ebbe fatto si avvicinò al suo collega e rispose: “Mio caro collega, pagherei volentieri ma come vede sono ignudo dinnanzi a lei e l’imbottitura che vede nelle mutande sono il frutto della grazia divina e non lo spessore di monete celate”
Germino si rese conto di avere davanti un temibile avversario: la sua fama del più tirchio della Prussia che vinse l’anno scorso alla gara nazionale sembrava poca cosa rispetto alla spilorceria del suo collega. Mai Mino avrebbe pagato un the per se, figuriamoci offrirlo ad uno sconosciuto, così con astuzia distrasse il furbo, quanto tirchio, Lucherino fingendo di aver visto un maiale volante.
“Per amor di Sant’Anselmo, ma cosa vedono i miei occhi?! Un maiale che vola?!” disse Mino a Lucherino.
L’investigatore privato ci cascò come un asino casca su una buccia di banana che galleggia in una fontana.
“Dove?? Dove??”
Subito il grande aristotelico si denudò completamente, nascondendo la sua tunica da frate domenicano dietro la macchinetta.
“Come vede caro investigatore pure io sono privo di veste, come risolviamo la faccenda?”
Lucherino era tentato di rinunciare alla bevanda ma corroso dall’orgoglio decise di continuare nella disputa. Oramai non era più motivo di sete ma solo di competizione vana, l’obiettivo di Lucherino era cioè di vincere, di essere superiore e non arrendersi, doveva essere Mino a pagare, solo così Lucherino avrebbe vinto…peccato che la stesso e identico pensiero muoveva i ragionamenti di Germino.
Due specchi, l’uno di fronte all’altro, l’abissalità.
I due si guardano, si studiano, sudano e attendono. Chi avrebbe ceduto per primo? Passa un ora e la situazione è sempre la stessa, Mino Germino è nudo e attende che il nudo Lucherino paghi il the. Lucherino è nudo e attende che il nudo Germino paghi il the. La macchinetta palesa il suo silenzio, passano due ore.
Dopo 2 ore e mezzo entra nella sala del the il buon Franz. Alla vista dei due uomini nudi una qualsiasi persona avrebbe pensato a comportamenti omosessuali dell’ora del the, ma essendo Franz uomo di tolleranza non si scompose di una virgola e disse semplicemente ai due: “ognuno è libero di vivere la propria sessualità”. Poi, con la calma che lo distingueva, si avvicinò alla macchinetta e schiacciò il bottone del the e subito la macchinetta si mise in funzione. A quella vista Mino e Lucherino rimasero di sasso: com’era possibile? La macchinetta funzionava senza soldi e loro persero 2 ore e mezzo inutilmente. Alla fine non provavano nemmeno più sete e si congedarono.

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