giovedì 21 febbraio 2008

Puntata n. 20: Un bagliore nel cielo


Nelle Puntate precendeti

le mani allora cinsero la vita di Franz, gli presero la testa e ..alle mani sopraggiunse una bocca, umida che lo baciò.. fu un lunghissimo bacio, intenso, coinvolgente, pregnate, sincero, che esprimeva passione e ritrosia, amore e ancora amore...fu un bacio soprendente, accattivante, esistenziale.. quel bacio fu tutto...all'improvviso la figura si svincolò e se ne andò di soppiatto... Franz non riuscì a fermarla poichè non aveva vicino nemmeno una candela e non vide la sua persona alla luce.
pochi minuti dopo, Viridiana si scontrò nel corridoio con una figura che fuggiva giù per le scale.
giunse nello studio e trovò Franz inebriato e con uno sguardo gaudente in viso. egli appena la vide le disse: o amore siete ritornata, carissima veronica io vi amo... e viridiana uscì di fretta dallo studio e fece preparare una carrozza e chiese di ritornare al più presto al suo palazzo.

Ora


“Ma dove fugge la mia amata? O mia Dafne, perché mi tratti così?! Io vi AMO!” Franz Rottenmaier, che poi non era nemmeno quello il suo cognome ma oramai tutti lo ricordavano così, incominciò a correre verso la sua amata, e ad ogni accelerazione della carrozza lui allungava il passo, ad ogni metro di lontananza lui gridava sempre di più, come un corpo tende al suo luogo d’origine, così Franz tendeva al suo amore.
“Va via!” urlò piangendo la giovane ferita ma Franz continuava imperterrito nell’inseguimento.

“Sic agna lupum, sic cerua leonem, sic aquilam penna fugiunt trepidante columbae, hostes quaeque suos : Amor est mihi causa sequendi ! me miserum ! Ne prona cadas indignaue laedi crura notent sentes et sim tibi causa doloris ! Aspera, qua properas, loca sunt : Moderatius, oro, curre fugamque inhibe, moderatius insequar ipse. Cui placeas, inquire tamen : Non incola montis, non ego sum pastor, non hic armenta gregesque horridus obseruo. Nescis, temeraria, nescis, quem fugias, ideoque fugis”

“Vi prego Peneo, fate allungare il passo ai cavalli! Il mio cuore sta per cedere”. All’ordine della donna il cocchiere Peneo diede maggior forza alla strattonatura dei cavalli spingendo a massima velocità l’angusto mezzo. La carrozza si gettò impazzita in mezzo al bosco non curandosi delle pericolose buche e ostacoli naturali in mezzo al percorso. Ad un tratto un tronco gettato sul terriccio si andò a cozzare contro la carrozza, sballottandola di qui e di là. Franz vide l’intera scena ed esclamò di forza: “Attenta a non cadere, potreste deturparvi il viso e fa che i rovi non vadano a scontrarsi con la carrozza, fa che i cavalli non si imbizzarriscano”
“Se mi promettete di fuggire più lentamente, io vi prometto di seguirvi più piano ancora”
“O padre, aiutatemi, perché il destino ci è così avverso! Vi prego alberi, scostatevi, vi prego cavalli, galoppate. Venti del nord libratemi in volo…Zefiro accudiscimi tra le tue ali!”
Alla preghiera della donna il cielo incominciò ad oscurarsi. Subito nuvole nere occuparono il cielo e il fragore di tuoni e lo scintillio dei lampi diede all’uomo la prova più evidente del miracolo divino.
“Che succede? Cosa accade qui? Viridianaaaa! L’urlo di franz si mosse nella foresta come una foglia che danza nel vento, intanto la carrozza fu come circondata da un bagliore fulgente.

“Che cosa sta succedendo?? Che cos’è questa Luce? Dio, siete Voi? E’ già l’ora per me di abbandonare questo verecondo mondo? San Pietro prendetevi cura del mio amato!”
“Franz, mio Amore! Avrei tanto voluto cingervi la mano, avrei tanto voluto un bacio da vossia…ma ora Pietro mi chiama e gli angeli in cielo suonano già in vista della mia presenza, possiate dunque perdonarmi per tutto il dolore che vi ho causato, possiate trovare una donna…anzi che dico, promettetemi che non amerete più una sola donna…promettetemi di rimanere casto e puro, come un cherubino, un idea trascendentale, così che io da quassù possa non vergognarmi della vostra condotta mondana…promettetemelo, vi supplico!”
Alla supplica dell’amata Franz rimase alquanto basito, l’amava e questo nessuno poteva sfidarlo, ma la castità…la purezza…”che diamine – pensò Franz – non sono mica una pura testa d’angelo alata senza corpo! Ho anche io i miei appetiti. Quanto alla purezza…non sono Mino Germino, non riesco a rimanere lindo…vabbè, diciamole di sì, tanto da lassù cosa mai potrà fare?”
“Si, mio amore, rimarrò puro solo per Voi” disse sbugiardino Franz.
“Che lieta notizia! Ora posso vedere iddio serenamente. Addio mio amato! Addioooooo” E subito la voce svanì inghiottita dal cielo”
“Viridianaaaaaaaaaaaaa!”
Intanto in mezzo all’aere.
“Dove mi trovo? Non sembra il paradiso…sono finita nella candida rosa? In quale cielo mi trovo” i pensieri di Veridiana continuavano a soprassediare la sua mente e a tenerla in uno stato di confusione, quando a un certo punto un ombra incominciò ad avvicinarsi.
“Chi siete? Pietro, è lei?” domandò
dskedevbbd” pronunciò quell’ombra
“Che lingua parlate? Non vi capisco”
“E.T. teleeefonoo caaasaaaa!” e subito l’ombra si palesò a Veridiana in tutta la sua aliena deformità
Un urlo si levò in quello spaziò

Puntata n. 19: Oscurità baciata

Dopo essersi ripreso dal bacio di pasticcio, il nostro Franz triste e sconsolato perchè il suo esperimento non ha avuto buon fine, si diresse verso le sue stanze per coricarsi e non pensare a niente. Ma prima di avviarsi al corridoio intravide Veridiana che lo fissava. il suo sguardo era intenso e fisso e non si distoglieva da quello di Franz. incuriosito e intimorito il conte si avvicinò alla fanciulla ritrosa. quella appena egli le sorrise, subito guardò da una altra parte e non cercava più il suo sguardo. Franz prese coraggio e le rivolse parola:
Fr: oh soavissima perchè rinnegate i mie sguardi?
Ve:scusate signor Franz ma temo che questa conversazione non possa avere luogo qui...è sconveniente
Fr: andiamo allora all'aula est al riparo di occhi indiscreti, perchè carissima, vorrei tanto parlarvi..
Ve: vi seguirò purchè voi mi diate la vostra parola di gentiluomo che...
Fr: mai, o madonna, mai vi mancherei di rispetto...
Ve: vi credo stimato amico.. ebbene andiamo pure...
Fr: facciamo così, mi recherò prima io e voi giungerete dopo, per non dare nell'occhio che si esce insieme..
Ve: è una decisione molto accorta..
come nei patti fu prima Franz a congedarsi da Veridiana, la quale sarebbe giunta in seguito al luogo d'incontro, l'aula est, sala di lettura, del castello del conte.
Franz arrivato, si sedette in poltrona ripetendo a mente quello che fino a quel momento non aveva mai avuto il coraggio di dire alla sua amata e che fra breve avrebbe avuto davanti agli occhi, e cominciò a parlare da solo, non rendendosi conto di parlare a voce alta
Carissima....eh..io vi offro il mio cuore... no forse è meglio... carissima io vi amo... no forse troppo diretto..
angelo del paradiso... mia beata ... siete la mia fonte.. il mio sole .. il mio tutto...o amore...o contegno... o passione...o ritegno...o pudore... o madonna che al cor mio angel parea.. voi non sapete che progetti..quante volte ho invocato il vostro nome ... il vostro nome..la vostra essenza..voi siete la luce...voi siete luna..voi siete stelle...cara..o amore...
poco distante, una figura si avvicinò alla porta rapita da quelle parole innamorate, la figura spense la luce e nell'aula lettura calò il buio.
Fr: ordunque che succede?
finito di pronunciare quelle parole, una mano lo afferrò, era morbida e delicata, che al buio gli accarezzò i capelli, ed egli si lasciò cullare da quelle mani divine, che teneramente lo sfioravano, lo toccavano, lo invitavano..
le mani allora cinsero la vita di Franz, gli presero la testa e ..alle mani sopraggiunse una bocca, umida che lo baciò.. fu un lunghissimo bacio, intenso, coinvolgente, pregnate, sincero, che esprimeva passione e ritrosia, amore e ancora amore...fu un bacio soprendente, accattivante, esistenziale.. quel bacio fu tutto
...All'improvviso la figura si svincolò e se ne andò di soppiatto... Franz non riuscì a fermarla poichè non aveva vicino nemmeno una candela e non vide la sua persona alla luce.
pochi minuti dopo, Viridiana si scontrò nel corridoio con una figura che fuggiva giù per le scale.
giunse nello studio e trovò Franz inebriato e con uno sguardo gaudente in viso. egli appena la vide le disse: o amore siete ritornata, carissima veronica io vi amo... e viridiana uscì di fretta dallo studio e fece preparare una carrozza e chiese di ritornare al più presto al suo palazzo.

chi ha baciato Franz?
Mino germino travestito da suora;
Dino formaggino, esteta di primordine..apparte Carte, Marte, Arte, Parte e Sarte il nostro sa fare bene anche altre cose che le rime..
ciccio pasticcio, %:::::__---@£! :)) :ç*+ non sarò un chiaccherone ma la lingua la sa usare
carlino cipollino, l'intrufolato infiltrato amante dei carciofini sottolio
veronica ballettovaccialetto, in precedenza amante del conte e magari ritorno di fiamma?
gino lotengoinmano (cosa?) non per niente amico e amante della ballettovaccialetto
camillo romildo, ha avuto amanti uomini che sia innamorato di Fraz..?
veridiana, la ritrosa sorella di ques'ultimo..
ascania la bella etera della casa
sigismondo, il fratello?
sigfrido, il maggiordomo (siffredi detto anche negli ambienti che contano..)
lucherino riporto, l'ambiguo ispettore privato..
le tre camerie: luan,simone, sophie?

e poi come mai Franz alla vista di Viridiana ha pronunciato il nome di Veronica, era un laspus?? chi era la figura che Viridiana ha incontrato sulle scale ma che non ha riconosciuto, poichè ha visto solo un ombra.. era un uomo o una donna? e perchè correva? e da dove veniva? e dove stava andando? forse la figura era la stessa che aveva baciato Frenz in quel nodo così appassionato...chi ha baciato Franz?

Puntata n. 18: Occhi strappati dal cielo (almeno)

“Aaaarrrggg..ah”
Un gemito, un gorgoglio, un rumore sordo muto e pure cieco, un verso mai sentito per la sala del thè circolava in eco-eco-eco-eco. E all’improvviso un tonfo, un tuffo, uno sbuffo e uno sberleffo, una sberla con la perla, la perla e la sua burla, cadde come corpo morto sale (in assenza di gravita). Era Veronica Ballettovaccialletto esanime e cadaverica, cerulea nel volto e riversa a terra.
Parla Cicco pasticcio: “…. !!!...%$%)__:-::_?” Ma nessuno lo capì essendo muto di professione. Parla allora Dino Formaggio: “Carte, Marte, Arte, Parte e Sarte”, e già, il nostro amico non riusciva ad esprimersi se non usando parole finenti in “arte” per fortuna c’era Carlino Cipollino che conosceva il linguaggio di Formaggio, perché come diceva il cuoco Gianfranco Vissani: “non dire al muratore quanto è buono il Formaggio con la cipollina”.
“Dino dice di chiamare un dottore” disse Cipollino traducendo lo strano linguaggio di Formaggio.
“Bene, ci penso io! Sono dottore” disse Franz con evidente orgoglio. Camillo lo guardò e infine disse: “Mio amico Franz, è vero, Voi siete dottore…ma in filosofia!”
“Sottigliezze, noi filosofi siamo medici dell’anima, inoltre come disse la stimata accademica Rando: “I filosofi hanno una marcia in più”, lasciatemi fare mio amico Camillo”
Con sicurezza Franz si avvicinò al corpo dell’esanime, le aprì la bocca e avviò la respirazione artificiale. La donna riprese subito colore e incominciò a respirare autonomamente. “Per amore del cielo, ci è mancato poco!” disse Franz tirando un sospiro di sollievo. La donna, infima e dalle doppie intenzioni, sorrise procacemente al suo salvatore e infine gli chiese di ballare.
E un due e tre (stella) e un duo e tre (stella), che melodia il valzer dei fiori di Tchaikosckij, Franz ballava come un vero ballerino del bolscioi di Mosca. “E’ una penna o sei solo felice di vedermi?” disse Veronica a Franz. “Sono felice di vederti” rispose Franz. La donna sorrise maliziosa, ma in realtà era tutta una tattica di Franz per far ingelosire l’unica donna che amava: l’angelica Veridina. Era stato proprio Franz ad avvelenare il biscottino al burro di Veronica in modo tale da inscenare un finto bacio per accendere la passione sopita di Veridiana. Il ballo, la respirazione bocca-a-bocca facevano tutti parti del suo diabolico piano di uomo disperato distrutto dall’amore che Veridiana con cotanta indifferenza gli negava. Mentre ballava Franz continuava a guardare la sua amata in modo da poter scorgere in lei un qualsiasi sentore di gelosia, ma niente, la donna rimase indifferente, uno sguardo celeste che guarda dall’alto le sue creature non curandosi dei loro sentimenti, la divina indifferenza che occhia ed allontana, nonostante Franz avesse bisogno solo di un contatto, per non sentirsi morto come Piera, per non essere una salma come Rimbò, per continuare a vivere. Infine ricorse al più sottile dei tranelli e inscenò un malumore.
“Aaaaarrggh-fdfd-gheeee” straziò la bocca di Franz mentre intanto il corpo si muoveva rapsodicamente, infine cadde tramortito a terra. Parla Cicco Pasticcio: “£/”!!! )( ???’’’^^’^^’__::” che continua a non essere capito, e continua Dino Formaggio: “Carte, Marte, Arte, Parte e Sarte”
“C’è un bisogno di un dottore?” disse Camillo all’esteta del gruppo mentre Franz continuava a fingere di essere tra le braccia di Thanatos sperando di ricevere un bacio dalla celeste Veridiana.
Una bocca, due labbra carnose si posarono dolcemente sulla bocca del riverso, un tocco d’amore scaldò il cuore di Franz, era lei, era la dolce Veridiana! “Angeli suonate le campane, dopo quel bacio mi son fatto divino!” pensò Franz.


Gradualmente aprì gli occhi ma shock: non era Veridiana, era Ciccio Pasticcio!
Si alza di scatto, sputa a terra, e rimane sconvolto. Non era proprio giornata, Veridiana continuò ad essere lo sguardo celeste che vede dall’alto le sue creature lasciandole in balia del loro dolore, la divina indifferenza che occhia ed allontana, nonostante Franz avesse solo bisogno di un contatto, per non sentirsi morto come Piera, per non essere una salma come Rimbò, per continuare a vivere

venerdì 1 febbraio 2008

Puntata n. 17: Biscotti al burro assassini..l' allegra comitiva del t(i)è

Lucherino, e il suo super ego intremontabile come la sua arroganza e competizione, di fronte alla macchinetta e alla sua evidente sconfitta ( pur avendo ottenuto lo stesso punteggio del frate rincoglionito come lui) si sentiva tutto ammaccato e dolente. si risollevò i pantaloni e poi i mutandoni, anzi si riabbassò i mutandoni e i pantaloni invertendo l'ordine degli indumenti. dopo di chè ebbe una gran voglia di biscottini al burro.


Lucherino si recò nelle sale del thè dove alcuni ospiti del conte Rottermaier stavano consumando in compagnia alcuni tra i i più buoni biscotti al burro mai creati da mano umana, e chiese di poterne assaggiare uno.subito al prestigioso e rispettabile investigatore venne offerto un vassoio d'argento con vari e proteiformi biscottini al burro, al limone, alla confettura di fragola, ce nerano alcuni che sapevano di cotoletta impanata..Lucherino volle provarli tutti. Accanto al collaboratore per le indagini di omicidio, appunto accanto a quellinvitante vassoio, vi erano vari e stravaganti amici del conte Franz fra cui:



Ciccio Pasticcio di professione doppiatore di film muti, ma con una grande
e rotonda faccia simpatica;



Dino Formaggino, esteta di notevole fama e ambizioso livello, 4 bai pass e un solo testicolo; il suo motto:
Arte è tutto ciò che fa rima con arte come sacriparte.


Veronica Ballettovaccialetto, grandissima professionista negli intrigghi di corte, nel far innamorare stupidi fanfaroni che guarda caso ci cascano sempre. comunque individuo inutile e insignificante e alquanto(e tanto) insipido come una minestra senza sale o come una cotoletta impanata senza l'uovo. ex amante del conte Franz, e forse ancora segretamente da lui amata, e lei, nella sua immensa perfidia, gli fa credere di avere ancora delle speranze e nel frattempo si sbatte il tale




Gino Lotengoinmano ma solo per non perdere le antichi abitudini, per il resto una "bravissima" persona non c'è che dire...


Michele Ardengo, un evaso, un invasato un indifferente , un inetto scappato
non si sa come dal romanzo...







Carlino Cipollino, un soggetto non identificato, forse un infiltrato.






Camillo Romildo, amico del conte Franz, accompagnato dalla sorella la ritrossissima





Verdiana;





Lucherino si presentò a questi ospiti e conversò con loro, e alla faccia di Germino, si potè godere una buona tazza di thè e dei sublimi biscottini al burro.
erano tutti e 10 seduti allo stesso tavolo, quando all'improvviso un malore improvviso colse uno di loro che cadde al suolo come corpo morto cade...

Puntata n. 16: L'ora (et labora) del the

Nelle puntate precedenti:
ora gradirei prendere una tazza di the, si mi seguirete vi racconterò ogni cosa
Ge: ottima idea, qualcosa di caldo, con questa pioggia fa davvero piacere.
Ri: dopo di voi compare..
e i due si ritirarono nella aula est per imminente merenda.


Di fronte alla macchinetta del caffè si sollevo un dilemma etico.
Riporto Lucherino nell’attesa trepidante sentenziò con il suo solito fare quasi indifferente: “… … …allora, che si fa con questo the bollente?”
Mino Germino famoso per la sua taccagneria replicò al giovane collega infido e ingenuo che ben sperava vanamente che il grande aristotelico Germino Mino potesse cadere nel suo retorico tranello da sofista alle prime armi: “Caro Lucherino Riporto, siamo dinnanzi ad una macchinetta del the, la procedura vuole che il cliente inserisca nel ingresso apposito la monetina in conformità col prezzo del prodotto. Il the costa 1 baiocco, quindi per goderne di quella divina bevanda deve inserire tele importo, quindi frughi nelle sue tasche”
Riporto Lucherino approfittando di un momento d’esitazione di Germino Mino si tolse di gran lena il pantalone che stava indossando e appena ebbe fatto si avvicinò al suo collega e rispose: “Mio caro collega, pagherei volentieri ma come vede sono ignudo dinnanzi a lei e l’imbottitura che vede nelle mutande sono il frutto della grazia divina e non lo spessore di monete celate”
Germino si rese conto di avere davanti un temibile avversario: la sua fama del più tirchio della Prussia che vinse l’anno scorso alla gara nazionale sembrava poca cosa rispetto alla spilorceria del suo collega. Mai Mino avrebbe pagato un the per se, figuriamoci offrirlo ad uno sconosciuto, così con astuzia distrasse il furbo, quanto tirchio, Lucherino fingendo di aver visto un maiale volante.
“Per amor di Sant’Anselmo, ma cosa vedono i miei occhi?! Un maiale che vola?!” disse Mino a Lucherino.
L’investigatore privato ci cascò come un asino casca su una buccia di banana che galleggia in una fontana.
“Dove?? Dove??”
Subito il grande aristotelico si denudò completamente, nascondendo la sua tunica da frate domenicano dietro la macchinetta.
“Come vede caro investigatore pure io sono privo di veste, come risolviamo la faccenda?”
Lucherino era tentato di rinunciare alla bevanda ma corroso dall’orgoglio decise di continuare nella disputa. Oramai non era più motivo di sete ma solo di competizione vana, l’obiettivo di Lucherino era cioè di vincere, di essere superiore e non arrendersi, doveva essere Mino a pagare, solo così Lucherino avrebbe vinto…peccato che la stesso e identico pensiero muoveva i ragionamenti di Germino.
Due specchi, l’uno di fronte all’altro, l’abissalità.
I due si guardano, si studiano, sudano e attendono. Chi avrebbe ceduto per primo? Passa un ora e la situazione è sempre la stessa, Mino Germino è nudo e attende che il nudo Lucherino paghi il the. Lucherino è nudo e attende che il nudo Germino paghi il the. La macchinetta palesa il suo silenzio, passano due ore.
Dopo 2 ore e mezzo entra nella sala del the il buon Franz. Alla vista dei due uomini nudi una qualsiasi persona avrebbe pensato a comportamenti omosessuali dell’ora del the, ma essendo Franz uomo di tolleranza non si scompose di una virgola e disse semplicemente ai due: “ognuno è libero di vivere la propria sessualità”. Poi, con la calma che lo distingueva, si avvicinò alla macchinetta e schiacciò il bottone del the e subito la macchinetta si mise in funzione. A quella vista Mino e Lucherino rimasero di sasso: com’era possibile? La macchinetta funzionava senza soldi e loro persero 2 ore e mezzo inutilmente. Alla fine non provavano nemmeno più sete e si congedarono.

martedì 29 gennaio 2008

Puntata n. 15: Vaste conoscenze del Lucherino e Mino a occhi sbarrati

Era una giornata piovosa e muda e Riporto Lucherino stava accomodato su una comoda poltrona di velluto verde nell'ampio salone del conte Franz Rottermaier quando, gli si parò davanti un ombra minacciosa e solerte: costui era il frate Germino.
fra i due vi fu un momento di tetra pregnanza. Germino con fare deciso così si rivolse al Riporto:


Ge: "sig.r Riporto, ordunque, Lei non ci ha mai mostrato le sue referenze, da dove viene, dove ha studiato e soprattutto come faceva a conoscere certi intrighi domestici e personali?"
Ri: li so perchè è il mio mestiere impicciarmi degli affari altrui.
Ge: permetterà, però che noi di Lei non sappiamo nulla..
Ri: lo so.
Ge: ci piacerebbe saperne di pià su di lei..
Ri: non c'è molto da sapere.
Ge: quel poco ci basterà..
Ri: chessià.. dopo essermi graduato ad Anversa con il massimo dei voti in teologia, ho conseguito in seguito altre lauree e specificatamante in: psicologia criminale, scienze giuriche, incompatibilità marittime e lineari, termodinamica applicativa ai termosifoni, vaporologia delle aquee desertiche, prosopopea della guarigione delle fave asburgiche, cleptoniti in eurialo di niso, scientologia del pensiero delle vacche innamorate, accoppiamanto tardivo dei rinoceronti bianchi, gustologia sui sapori dolci e la distinzione di codesti dai salatini, patatine e sneck croccanti, specificazione sugli studi marittimi dei Melanoceti, sigillo di competenza in ufologia e scienza dei fiori, museologia applicata ai mezzi locomotivi, edipattica comparata, isotopia del linguaggio dei portatori di biodegradabile; latttosio del frumento e del mais, collagene sugli arti corporei, tuttologia e ampia dottrina sulla teledildonics, su Diddle, sulle big babol, sulle barbie e su Dino Formaggio.
Medaglia al valore per salvataggio di una famiglia di lombrichi Tochines infestata dalle termiti; per aver salvato dala estinzione l'ultimo esemplare di Trinciatopo mega herzz Dviza Vertov esistente sul pianeta; per la scoperta dell'unico fossile rimasto e pervenutoci; su reumatiti, congiuntiviti, nefertiti, dolomiti, pentiti, già sentiti, ittiti, fritti e compìti. su giù, di sopra di lato di destra di sinistra, giacca nera esistenzialista, camicia rossa garibaldina, jeans slavato e di sinistra.insomma il classico bel tenebroso che piace alle donne...
potrei dilungarmi per intere pagine bma per compiutezza e asciuttezza di domanda mi sono limitato solo al raccontabile in poche parole.
Ge. lei è davvero un genio nel campo, mi mi inginocchio di fronte a cotanta padronanza di linguaggio e siffatta cagnoscenza del mondo.
Ri: modestamente non ho nemmeno raccontato il resto....ma grandi racconti potrei offrirvi.
Ge: ora sono davvero sicuro che lei è una persona dammodo e di cortese garbo e splendida e furtiva intellighenzia e vorrò confidarmi con voi.
Ri: ma prego stimato collega parlate..
Ge: orbene sagace amico io provo forti dubbi e perplessità sulla condotta della signorina Ascania::
Ri: non si preoccupi di lei, garantisco io...
Ge: ma voi la conoscete?
Ri: da circa una quindicina di anni..
Ge: e come mai non lo avete detto prima?
Ri: affari miei, ora gradirei prendere una tazza di the, si mi seguirete vi racconterò ogni cosa
Ge: ottima idea, qualcosa di caldo, con questa pioggia fa davvero piacere.
Ri: dopo di voi compare..
e i due si ritirarono nella aula est per imminente merenda

Puntata n. 14: Come Mino Germino dia prova della sua bravura sillogistica aristotelica nell'arte dell'investigazione

Confuso, smarrito, arrabiato, da quelle confessioni, si ritirò nelle proprie stanze , si adagiò su un sofà di broccato scuro e chiuse gli occhi. voleva che quelle bruttezze che aveva sentito non fossero mai state da lui ascoltate, voleva riportare indietro il tempo a quando andava a far visita presso la dimora del conte Schiauzzone Archinto Camillo Romildo , suo stimatissimo amico che lo accoglieva per mostrargli quei tesori della loro casata; di come avesse incontrato nella sorella di costui una amorevole e divina corripondenza di sentimenti e di come costei, dal soavissimo nome di Viridiana Arletta Schiauzzone Archinto fosse destinata a serbare la propria virtute per sempre.
Mai nei suoi confronti provò sentimenti discinti e scabrosi, mai osò guardarla con concupiscienza , ma solo come celestiale vestale. e si abbandonò alla dolcezza e pulizia dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri, avvolto dalle grandi braccia del divo Morfeo...

stasi narrativa


“Viridiana…Viridiana mio amore noo! Non fatelo, Earlie la smetta!! Noo, nessuno tocchi la virginale essenza celestiale di madonna! Viridianaaaaa”….
“AAAAh, un sogno, ma che dico, un terribile incubo, miserere, me tapino, come ho solo potuto sporcare la pulizia ontologica di quella creatura metafisica? Possa perdonarmi il buon iddio..Viridiana dove sei? Ho così voglia di stringerla tra le mie possenti braccia”
A quel pensiero bussarono alla porta. “Si potevo mio padrone?”
“Earlie, ancora tu! Ma ordunque perché continui a perseguitarmi, e pure di prima mattina, se ne vada sporco zoticone!”
“Ma signore di me, Mino Germine voleria dire cose su ucciso di donna porca e ciccia che uno ammazzata giorni di passato”
“Mmm, lo faccia entrare”
Entra dalla stanza Mino Germino.


Con fare disinvolto ispeziona con lo sguardo la camera da letto di Franz, soffermandosi in particolar modo su uno strano dipinto appeso alle spalle del baldacchino. Quello che più colpì Mino era il fatto che la donna raffigurata nel dipinto aveva un non so che di familiare, come se in passato lui e quella donna avessero condiviso istanze comuni.
“Ben svegliato signor Franz, ha fatto dei bei sogni?”
“Dei più terribili mio caro Mino, gli incubi peggiori, cose degne della mente di Lucifero”
“Orbene scomodate addirittura il signore del male? Che corbellerie state dicendo, badate bene, suono uomo di fede io, frate domenicano formatosi presso la prestigiosa università di Parigi, e avente come maestro il sublime aristotelico Alberto Magno.”
“Lo ben so mio caro Mino, non ho mai messo in dubbio la sua fede ne la sua altissima preparazione universitaria, è solo che lei non può sapere cosa si prova a vedere la vostra amata donna insozzata dal lurido seme libidinoso di uno sporco contadino come Earlie… se ripenso a quell’immagine onirica mi sale la bile, ma ditemi mio caro Mino, che cosa vi porta di prima mattina a dialogare con un uomo timorato come me?”
Mino Germino fece due passi, si prese una pausa e infine si sedette su una poltrona di stoffa orientale al centro della camera, infine, dopo un ampio respiro, indirizzò lo sguardo a Franz, e solo molto dopo, dopo aver a lungo pensato alle giuste parole da dire, rispose: “Vede stimato Franz, in tutta questa storia c’è qualcosa che non mi convince, innanzitutto quel tale, quel Riporto Lucherino, che cosa sappiamo di lui esattamente? Come può essere a conoscenza si simili intrighi senza la disposizione effettuale di prove concrete? Sa, io sono aristotelico e come un aristotelico che si rispetti prima di dare la conclusione devo dare le premesse, eppure questo tale, questo Lucherino di chissà dove e chicchessia, sembra avere una conoscenza divina, un amor dei intellectuali, insomma, io credo che in lui si celi un mistero, un ombra satanica”
“Misero me, ma cosa mi sta dicendo, stimato Germino, vuole forse dirmi che non si fida dell’operato di Lucherino? Che forse Satana in persona ha mandato un suo vicario, un Belzebù per far cadere questa casata nelle fiamme ardenti dell’inferno?! Ordunque, ora non potremmo nemmeno più fidarci dei nostri collaboratori? Mi sta forse dicendo di attenermi alla massima di Giovenale: Quis custodiet ipsos custodes? Ordunque, non mi faccia tribolare, che cosa potrei mai fare ora? Come consiglia di agire, stimato Mino?”
Mino germino: “Col suo permesso vorrei interrogare l’investigatore Lucherino, sono sicuro che con le mie doti aristoteliche, munificenti tanto da essere apprezzato dall’immenso Alberto Magno, mio maestro, possa riuscire a far cadere nell’errore questo tale, questo chissacchì Riporto come diavolo si chiama, Dio mi è testimone, riuscirò a smascherarlo!”
“E allora sia, permesso accordato”
A queste parole il grande aristotelico di castello uscì dalla stanza e con foga uscì involontariamente dalla sua bocca una risata di gaiezza inaudita, come se quel nuovo incarico avesse risanato l’umore del vecchio.”

Fine primo atto.

Lucherino se ne stava immobile, rannicchiato a ginocchia in bocca. A vederlo di schiena si poteva pensare che stesse male, ma in realtà il giovane detective era nella piena primavera della prima primizia dell’età, un uomo così in forma non poteva chinarsi per dolori. Ad ogni passo d’uccellino il rannicchiato tirava un fischio e con compiaciuto fare continuava a dire: “orsù orsù, se la tolga se la tolga, lo faccia per papà Riporto, eheheheh”



Dal buco della serratura stava spiando la bella Ascania spogliarsi, ed era nel culmine di quella visione. “Orsù orsù, si tolga le pudende, orsù dunque, lo faccia per papà Lucherino, ehehehe” continuava a dire a bassa voce.
Quando Mino Germino lo vide si ricordò dell’infanzia trascorsa sopra i libri d’Aristotele, quando già all’ora si interrogava su quanti angeli potessero stare sulla punta di un ago, se Adamo peccò più di Eva e se l’evirazione e la castrazione fossero la stessa cosa. Si ricordava bene lui del peso di quelle sottigliezze, e di quella volta che spiò dal buco della serratura della cella attigua la conversa donna Licia nell’atto di commentare di un passo delle Sentenze di Pier Lombardo e subito, come un baleno, si ricordò del volto di quella donna raffigurata nel dipinto nella stanza di Franz: era lei! Ma com’era possibile che quella donna fosse dipinta? E che quel dipinto si trovava proprio in camera di Franz? Mille pensieri giravano nella testa di Mino Germino ma il buon aristotelico sapeva bene che quella non era il momento adatto per simili congetture, quella e altre risposte verranno trovate ma non ora, non adesso, ora era tempo di chiamare Lucherino e smascherarlo, era questo l’obbiettivo di Mino.
“le pudende, le pudende! Ooooooh, che primizia, che soave orifizio!” sospirò Lucherino
Mino: “eeem emm, signor Riporto, le posso fare qualche domanda?”
Lucherino si girò alla svelta non accorgendosi però dello stato rigido dei suoi calzoni: “Mi dica pure caro collega, orsù orsù, non sia timido”
“Lei ha saputo del legame di Ascania, Piera e Sigismondo ma non ha detto ne come ne quando è venuto a conoscenza di questi fatti, I fatti devono essere supportati da prove, Lei non ha dato prove dunque lei non ha dato un fatto degno di questo nome. E Le dirò di più. Lei è Lucherino, i lucherini sono uccelli, dunque lei è un uccello. Tutti gli uccelli volano, lei è un uccello, dunque lei vola. Chi vola o è un uccello o è una strega, lei è un uccello, dunque non è una strega. Tutti i gatti mangiano gli uccelli, lei è un uccello, dunque lei verrà mangiato da un gatto. Tutti i gatti fanno miao, ma lei è un uccello, non un gatto, dunque lei non fa miao. Chi fa miao o è un gatto o è un mentegatto, lei non è un gatto, dunque se fa mia è un mentegatto. Tutti i mentegatti mangiano i mentetopi, Lei è un mentegatto dunque mangia i mentetopi. Chi mangia i mentetopi o è una spia o non è figlio di Maria, ma sua madre si chiama Maria Consuelo in Riporto Imposimato, dunque è una spia. Ordunque, confessi lei è una spia, è vero?”
Lucherino: “che primizia questa retorica! Allora è questo il vostro famoso metodo d’investigazione sillogistico famoso in tutto il contado, ne sono ammaliato. Ma le devo dire una cosa, io non sono aristotelico come lei, sono platonico, la conoscenza per me non è conclusione supportata da premesse ma Noesi, intuizione divina”
Mino Germino: “che assurdità! Che blasfemia! Non si vergogna a parlare di Dio quando ha dinnanzi un uomo di fede come me? Chiedo soddisfazione”
Lucherino: “Uomo di fede dice? E allora mi spiega come mai Alberto Magno , mio zio, L’HA CACCIATA DALL’UNIVERSITA’ PERCHè L’HA SORPRESO A FORNICARE CON UNA DONNA CHE STAVA COMMENTANDO LE SENTENZE DI PIETRO LOMBARDO IN CAMERA SUA??
OOoooooo….il giallo si infittisce.

Fine della scena

Puntata n. 13: Sogni d'oro Franz

Riporto Lucherino, detective privato dal vasto ingenio, ha scoperto, senza specificare come, che il maggiordomo Sigfredo ha avuo un passato da stripper in un locale per soli uomini e che Ascania, l'etera del castello, altri non è che la figlia della defunta cuoca Piera, responsabile di abusi sulla figlia e di aver privato l'uomo amato dalla stessa figlia, il musicista Rimbò, del proprio membro. Una schoccante rivelazione che si aggiunge ad un altro agghiacciante scoperta: Ascania e Sigismondo, compagni di letto, condividono la stessa madre, ovvero la cuoca Piera. A queste nuove Riporto non precisa nè spiega come egli abbia fatto a sapere tali orribili notizie, non dice niente, si limita solo a riportare i fatti, riportarli alla luce. Involontariamente (ma ne siamo proprio sicuri?) comunica il suo interrogatorio al signor Franz, che ignaro di tutto....

Franz: "O numi, che leggo? che leggo mai? 0 cieli... è impossibile... io, io...la nostra casata... siamo perduti ..che turpe macchia...no..no..no... che vergogna ... ma come è possibile?? e io? ho bisogno di qualcosa di forte...EARLIEEEEEEEEEEEEE".




Ear: "ahhh, uh uh uh uh..cosa comando voi ? ".
Fra :"portami un red bull corretto con vodka e fragola".
ear: "ti mette le aliiiiiii".





(da solo) non ci posso credere, io signorin del mio lignaggio, come ho mai potuto condividere nella mia dimora, senza mai accorgermene, troppi pensieri agitavano la mia mente..
ear: "eccume, vojo comandar vi che me sono altro necessario?".
fra: "si caro amico, dimmi tu sapevi, nella tua profonda innocenza, che Sigfredo era uno amante del denudamento totale delle vesti in presenza di signori?".
ear: "uh uh uh tutti sapevano lo, Camillo il signore andava nei soldi metteva anche me andato, prima assunto maggiordomo, e dopo servizi sempre Camillo signor".
fra: "che dici mai??? il mio egregio amico Camillo?? assisteva agli spettacoli di Sigfredo? e ci sei andato anche tu?? fanfarone pancia piena e testa vuota.." .
ear: "Rocco a caso non chiamato sigfredo ma davvero capace a Viridiana chiedete.. ".
fra: "bifolco lazzarone zozzone che non sei altro, via via come osi parlar così della mia musa? dovresti lavarti solo per pronunciare il suo nome.. ".
ear: "con essa non ci fu bisogno del bagno uahhhhuahhhuahhuahhuahhuahhuahhuahh (anche)."
fra: "questa frase bene la pronunciasti, eh? ( da solo): e pensare che a me niente, e questo zotico..il maggiordomo..magari pure ascania.. ".
ear: "vero vero tutto vero, vero vero, co mia co Sigfredo, co Ascagna, co Sigismodo, vostro fratello..e co voi no??? uahhhhhuahhhhuahuuuahuaahhhuahaha."
fra: "ora mi hai proprio stancato, sparisciiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!".
E quel gretto si allontanò.
Confuso, smarrito, arrabiato, da quelle confessioni, si ritirò nelle proprie stanze , si adagiò su un sofà di broccato scuro e chiuse gli occhi. voleva che quelle bruttezze che aveva sentito non fossero mai state da lui ascoltate, voleva riportare indietro il tempo a quando andava a far visita presso la dimora del conte Schiauzzone Archinto Camillo Romildo , suo stimatissimo amico che lo accoglieva per mostrargli quei tesori della loro casata; di come avesse incontrato nella sorella di costui una amorevole e divina corripondenza di sentimenti e di come costei, dal soavissimo nome di Viridiana Arletta Schiauzzone Archinto fosse destinata a serbare la propria virtute per sempre.
Mai nei suoi confronti provò sentimenti discinti e scabrosi, mai osò guardarla con concupiscienza , ma solo come celestiale vestale. e si abbandonò alla dolcezza e pulizia dei suoi sentimenti, dei suoi pensieri, avvolto dalle grandi braccia del divo Morfeo...

stasi narrativa
undici giugno duemilaESETTE

Puntata n. 12: direttamente dal futuro entra il mago Lello

Alle 11 di sera il silenzio della notte fu spezzato da due secchi e decisi TOC-TOC.
Fuori il castello era circondato dal bagliore albino della luna piena, dal gre-gre di renelle e dallo zichi-zichi di Ascania.

Chi va là?” dissi (è Franz - n.d.r.) mentre la mia voce rimbombava per gli antri del castello. Al di là delle mura una voce mascolina dall’accentuato accento acciaccato di un centenario.
“So chi è l’assassino!” disse il vecchio
“Chi va là? Si identifichi di grazia” risposi a quell’ombra.


“Sono il mago Lello, mi faccia entrare signor Franz”.
“Il mago Lello?! Da quale contado proviene, non ho mai udito ne conosciuto questo nome”
“Vengo da u futuru, e più precisamente dal XXI secolo, travagghio per un’emittente televisiva chiamata Tele-Napoli internetional, ma se mi facisse accumudare glielo spiego po filu e po segno”

“Il XXI secolo?! Ordunque l’umanità non finirà nell’anno Mille come Sigeberto di Gembloux ci racconta? Dunque nessun terremoto? Il diabolico luciferino non uscirà dalle sue prigioni ponendo fine all’umanità, così come ci è stato rivelato dalle sacre scritture? Nessun anticristo? Nemmeno i cavalieri dell’apocalisse dunque? Il mondo continuerà a rimanere piatto e il sole a girare attorno ad esso? Che corbellerie racconta Lei, eretico, stregone! Vuole forse farsi denunziare dalla Santa Inquisizione ed essere torturato al supplizio della ruota? Se ne vada, miser uomo, non ammetto simili diavolerie nel mio focolare!”
“Non agg di vuolè sapè u figh-androcchia ca ccise la vecchia?”
“Ma quale lingua barbara parla? E’ la lingua del demonio! Lei è Satana, al rogo, al rogo!”
“Ma qualu Satana, chisso si è bevuto u cerviello, è napulitano docche, dottò, facimm’impress, lu volo sapè o no chi ammazzò a struonza?
“Non credo di aver capito bene la sua richiesta, ma se mi cela qualcosa parli in nome del Signore!”
“Eeeeii cu paroluonni, prima agg’a vedè i suordi, ce li hai i suordi? I contanti dottoò?”
“Ah, intente il danaro, certo, non ho problemi economici, Dio mi ha in grazia”
“Accussì la voglio sentì cumpà, me piaci assai, allura il mio onorario è di 200 euri all’ora, le può andà?”
“200 euri?? Mi dispiace deluderla ma in questo contado girano solo i talleri”
“I tallari? E che cazz ‘gliè u tallere? Agg’conosce u taralluccio e u tarello ma u tallere è ia prima vorta che la sento…ma quanto vale il suo tallere dottò?”
“Con un tallero si può acquistare una capra”
“Nu tallere per na capra…mmm, allor, ragioniamo. Ai tempi la capra era la prostituta dei contadini, la zoccola Luana in via Carlo Pisacana chiede 50 euri a botta, quindi un tallero equivale a 50 euri. Quindi 200 euri sono 4 tallere…vabbuò dottò facimmo 4 tallere e nun ne parliamo chhiù.
“Può andare, si accomodi signor Lello, ma l’avverto, se prova a cantare le canzoni della sabba, a fare altre stregonerie convoco subito frate Mino Germino e la faccio accusare di stregoneria.
“Vabbuò dottò finimmo di sparare cazzate, me facissi trasere”
Una volta entrato il tale mago di nome Lello si sedette sul divano della sala letture. Aveva un modo di sedersi davvero inusuale per un cristiano, quasi incivile.
“Dottò, ancora non mi ha chiesto come mai sono arrivato dal futuro solo per incontrarla”
“E’ vero, come mai un simile disturbo, cosa la porta in questo umile e sperduto castello e come avete fatto a viaggiare lungo la linea del tempo”
“Eeheheheh, dovete sapere mio caro amico coi sordi che a Napoli conosco un tale chiamato Gabriel, ebbene, questo Gabriel è un uomo potentissimo cu nu cazz tant, uno struonzo di prima categoria. Così vado da lui e gli dico: “Senti caro Gabriel agg’i dan’dà nel passato, si può ffà?”

Lui con la sua cultura linguistica da maestro dantesco mi dice: “Caro mago Lello, io, con la mia supplime arte dell’eso e terico, facendoti mangiare due uoue d’upùpa e na pasta asciutta ti spedisco direttamente nel medio ed evo, a sua volta”.
E cussì eccomi qua da lei. Ma ancora non le ho detto perché sono qui. Vedi caro dottò, non le ho detto tutto. Io mi chiamo Catello, per gli amici Lello, ma di cognome faccio Rallo, u capisti mò?
“Lello Rallo?! Mi vuole dire che lei…lei è…il figlio di Piera?!”
“Eeeiii, u figghiu, e quant’anni ciaiu? Sono il figlio del figlio del figlio…insomma, Piera Rallo era mia parente.”
“Corbezzoli! E parli allora, se sa qualcosa deve parlare!”
“Dottò, io modestamente non è che sacc molto, a dire il vero non sacciu quasi niente, mi servivano i 200 euri per la marmitta del motorino che dato che ieri mi cascò dall’asfalto ora non posso cchiù fare gli scippi, però, solo per non passare per lo struonzo che sono, le posso dire che l’assassino non è la stessa persona che futteva con mia bisbisbisnonna, l’assassino, a quanto mi disse mia prozia Assunta, uccise la donna per una cosa che stava facendo. Di più non sacciu. Ora mi dia i sordi che devo tornà a casa a fare gli scippi.”
“La ringrazio signor mago Lello Rallo, pregherò per il suo successo lavorativo, mi venga a far visita un giorno di questi, la sua presenza è lieta”.

Mmm, e così la trama si infittisce. Ricapitoliamo. Rimbò aveva una storia con la cuoca ma lei lo ha lasciato e così lui si è evirato. Lo stesso Rimbò sapeva il nome dell’amante della vecchia ma appena ha cercato di dirlo è stato ucciso. Non possiamo dire con certezza che l’assassino di Rimbò è lo stesso della cuoca oppure è stato solo il suo amante che voleva tenere in segreto la storia d’amore.
Sappiamo che mio fratello Sigismondo voleva uccidere la cuoca ma che è stato persuaso a non farlo dal raccapriccioso panorama offertogli dalla fornicazione delle donna. Dalle ultime indagini di Riporto Lucherino sappiamo che il maggiordomo Sigfredo lavorava come spogliarellista, anche se i motivi di questo ci sono ancora all’oscuro. Sappiamo infine che la cortigiana Ascania era figlia della cuoca e che subì molestie sessuali durante la pubertà, inoltre Ascania era perdutamente innamorata di Rimbò, l’amante iniziale di Piera e che per disperazione si evirò ponendo fine anche alle gioie carnali della figlia, così che essa, Ascania, progettò un matricidio che però non si compì essendo già la donna uccisa in precedenza. E già, ma da chi??

Puntata n. 11: Spogliarellisti senza motivo, attenati e strane parentele

Stimato capo, lei che mi ha affidato questo caso di omicidio avvenuto nella sua reverenda casa, io Riporto Lucherino, grazie al mio assistito Menenghello Vitaliano Campato, stiamo facendo le nostre indagini e i primi interrogatori, oltre ad aver raccolto diverse prove. le riporto parte integrale e non censurata di uno di questi.

Riporto Lucherino e messer Menenghello Vitaliano Campato interrogano il maggiordomo Sigfredo. Abbreviazioni (Ri/ghello (insieme, perchè parliamo in sincrono, altrimenti solo io RiL vs Sg) azione:

RiL: "orbene signor Sigfredo, il vostro passaporto dice che avete 40 anni, che siete stato un allevatore di volatili per ventanni, come mai cambiaste lavoro per fare il maggiordomo?".

Sg: "i volatili mi annoiarono, a loro dedicai tutta la mia vita, poi decisi di cambiare e questo fu il primo lavoro che trovai e che accettai di buon grado."

Rip: "Bhè prima di questo impiego, però voi trovaste un'altra "noblie" occupazione..."
Sg: "non capisco di che parliate, dopo aver venduto la mia attività, questo e nessun'altro fu il mio impiego fino ad ora.."
Rip: "che cosa mi dite, dei dieci impieghi prima di questo, a Riporto Lucherino non scappa nulla, badate bene, mentire non serve...avanti, non fate lo gnorri, ammette di aver lavorato per tre mesi in un locale per spogliarelli di donne, dove anche voi vi esibivate..questo non lo avete scritto nelle vostre referenze e come mai? come mai non avete detto di essere stato uno spogliarellista per uomini, cosìè vi vergognavate??? ".
Sg: ".... e comunque non vedo cosa possa c'entrare con l'omicidio, avevo bisogno di soldi, qualsiasi occupazione l'avrei accettata.. ".
Ri/ghello: "con la vendita degli uccelli voi ricavaste quasi 50 mila euro, diciamo che non facevate proprio la fame.. sappiamo inoltre che molti vostri amici che abitavano dalle vostre parti, vedendovi sempre alla ricerca di un lavoro "onesto" vi offrirono un impiego, uno come commesso in una copisteria, un'altro come lava scale di una palazzina, un altro come dog sitter, un altro come accompagnatore degli anziani, un altro come insegnante di nuoto e di latino americano (visto che siete stato maestro..) ma voi rifiutaste tutti questi impieghi ed accesttaste, per la modica cifra di 300 euro al mese l'impiego in quel locale per soli uomini, esattamente la metà di quanto vi offrirono dalle vostre parti, lavori, onorabilissimi che voi rifiutaste tutti e perchè..???".
Sg: "non sono tenuto a rispondere, lei non è il mio confessore e questi non sono affari suoi. "
RiL: "no carissimo, mi interessa eccome saperlo (...) pper le indagini s'intende..VOGLIO SAPERE COSA VI HA SPINTO AD ANDARE A LAVORARE COME SPOGLIARELLISTA, mi serve saperlo per analizzare al meglio la vostra personalità.. avanti ditelo, vi ripeto che con Riporto Lucherini non si hanno segreti, perchè io li so.. ".
Sg: "ma che state dicendo, voi non sapete niente..NIENTE NIENTE CAPITO??E ADESSO LASCIATEMI STARE ".

Fu così che egli se ne andò sbattendo la porta.

In seguito, io e compare Menenghello andammo a trovare la signorina Ascania. Riporto (ehehe di nome, di fatto) il suo interrogatorio.

RiL: "allora signorina Ascania ci racconti nei particolari e naturalemte con la massima precisione, i dettagli sono importanti, cosa lei fece mentre si trovava con il signor Sigismondo, noi, vogliamo sapere, ma lo facciamo, per il suo bene, si capisce.."
Asc: "non ho nulla da raccontare,posso dire semplicemente che ho fatto soltanto quello che mi è stato domandato, nulla di più, nulla di meno".
Ri/ghello: "lo sappiamo, ma vogliamo sapere i particolari...".
Asc: "non ce ne sono tanti, le cose sono sempre le stesse, io sono pagata per quello, è il mio compito, la mia occupazione, altro non posso dire..".
RiL: "non Vuole dire, signorina, non vuole dire...si ricordi che a Riporto Lucherino non scappa nulla, lui sa tutto, anche quando le belle signorine non si confessano, non raccontano al loro confessore le loro marachelle, quando hanno mangiato troppo cioccolato e rubato biscotti dalla teiera...vuole che le faccia la domanda esplicita?".
Asc: "ripeto, non so che vuole dire, non so cosa vuole sapere, anzi le dirò che il suo interesse è molto fastidioso.. "
RiL: "la smetta, voglio che lei mi parli con estrema cura, di quella cosa là...avanti, non faccia la timida..."
Asc: "proprio no capisco..."
RiL: "d'accordo i giochi sono finiti, voglio sapere di quel piano che voi progettaste con il vostro amante.. l'attentato ai danni di questa casa, in particolare verso il signor Sigismondo e il signor Franz.. della vostra vendetta nei confronti di uno di essi, del vostro Odio profondo per questa casa, di come siate entrata nel letto dei fratelli, non per amore ma con l'inganno della lussuria, di come proggetaste di UCCIDERLI!! Ma la cuoca vi ha scoperta e voi l'avete uccisa, come avete ucciso anche Rimbò, vostro amante prima dell'evirazione, voi odiavate la cuoca per due motivi, anzi tre : era amata dal vostro amante e complice Rimbò; sapeva che voi avevate intenzione di uccidere il sig.ri Franz e Sigismodo e per compiere la vostra vendetta, la cuoca era la madre dei padroni, senza contare che quella donna abusò di voi, cosa che abbiamo scoperto leggendo il vostro diario. Quindi una vendetta per una donna calcolatrice come voi.. non avete scampo, avrete l'ergastolo...avanti confessate!!".
Asc: "E VA BENE LO CONFESSO, AVEVO INTENZIONE DI COMMETTERE verso uno di loro il delitto perfetto, proprio quel giorno in cui morì quella donna infernale, che io odiavo tremendamente, è tutto vero, avrei preferito finire in galera a vita e togliermi la soddisfazione di uccidere quella arpia, quella donna mostruosa, quella megera, colei che mi umiliò, che brutalizzò su di me, colei che si prese il mio amore, colei che, pur non concedersi a lui, pur sapendo che io lo amavo, fece in modo che quello si evirò, solo e soltanto per portarlo via da me, con i suoi incantesimi... quella strega .. quella puttana ... più di ogni cosa al mondo avrei voluto ucciderla, lo giuro e non lo nego, avevo progettato tutto, ma quando andai in cucina da lei .. mio malgrado era già morta ... e lo dico perchè non me ne sarebbe importato nulla di morire o di finire in galera, io, io, io, volevo e dovevo uccidere quella donna infernale, quella donna malvagia e perversa che mi mise al mondo. Sì avete capito bene, mi sarei macchiata di matricidio senza pentimento alcuno, ma qualcuno arrivò prima di me .. e io voglio fra le mani quel qualcuno che mi ha privato della gioia di uccidere mia madre.

Con queste parole finisce la prima parte di interrogatorio svolta da me e dal mio fedele Menenghello.
stimatissimi saluti riportati

Puntata n. 10: congettura Lucherina e cadò col fiocco

Ordunque un adusto e robusto ha strangolato il povero evirato Rimbò (ma chi glielha fatto fare di evirarsi a quello, ma questo è solo il mio modestissimo parere) una forza notevole bruta e selvaggia. Direi che non si è strangolato da solo ma che si tratta di omicidio.
Io, Lucherino Riporto, e il mio compare Menenghello Tartufello Sventurello Accampato, siamo entrati in possesso di un documento che prova la relazione amorosa instauratasi tra due innnamorati, il problema è stabilire chi essi siano.
Formulammo alcune e smisurate ipotesi, sentite quale più vi aggrada:
1) la vostra dama di compagnia Ascania ha scritto la lettera per vostro fratello Sigfrido; per quanto riguarda la firma "ES" semplice, o lei ha sbagliato a firmarsi, o ha usato delle iniziali casuali, o un nome d'arte, o non voleva essere riconosciuta (allora non dimenticava la lettere: ma l'ha veramente dimenticata, o l'ha persa, o è stata lasciata lì non a caso?);
2) è stata scritta da Simone la vostra cameriera, che io ho diagnosticato essere molto focosa, magari destinata al maggiordomo, o a vostro fratello, o al giardiniere (del qule non so se sappia leggere, scrivere- e male- mi è già stato comunicato che è capace);
3) l'autore è al di fuori degli indiziati, che sia magari qualche vostra spasimante, o comunque non decisivo per le nostre indagini, poichè riguarda altro;
4) l'autore si firma "E. S" ma se noi leggiamo non come "E" e come "S" ma se uniti i suoni viene fuori "ESSE"ovvero la lettera Esse = S, magari l'autore ha scritto la lettera come si pronuncia, magari è inglese e ha involontariamente scritto la pronuncia; duinque o il nostro individuo è assolutamente stupido o molto intelligente, tanto da volerci volutamente mettere fuori strada ( si pensi in proposito: quanti saprebbero riconoscere al supermercato uno Slipknot senza la maschera? nessuno, nemmeno le loro madri e così noi di fronte a questo autore di questa lettera semi anonima);
5) " 'cause with the birds I'll share this lonely view "direi che è significativo, potrebbe aiutarci a risolvere il caso;
6) chi ha scitto il foglietto doveva lavarsi i capelli;
7) un incontro sempre nello stesso posto: gli incontranti erano amanti ma chi sono? C'entra la vittima?
8) chi ha avuto il coraggio a copulare con la cuoca Piera lo ha fatto perchè di lei era veramente innamorato o perchè voleva provare l'ebbrezza di andare con una cicciona solo per il gusto di farlo ( e farsela)?
9) non c'è una ipotesi numero nove;
10) (per far numero) dunque, l'autore è Sigrifido che ha una relazione con Sigismondo, che siccome ha un particolare interesse per le cose torbide ha avuto un rapporto con la cuoca, perchè in lei vedeva la madre. Guasto guasto... Simone, la cameriera ha avuto un rapporto con la cuoca, la quale era bisessuale, anche la cameriera, solo per avere il segreto della scarcella, torta pugliese (tanto apprezzata da Mario ne "Le lettere da Capri", ma voi siete inniorante e non potete capire);
11) la lettere è stata scritta dalla figlia quattordicenne della cuoca che si era invaghita del maestro di musica che invece filava la madre, allora la figlia, Peruvieni, ha ucciso la madre, ha simulato un rapporto con lei, o magari ha spiato mentre la madre lo aveva con il suo probabile assassino, ma non è da esludere che Peruvieni abbia ucciso la madre, ecco io ne sono convinto.
Altre ipotesi la mia debole mente al momento non riesce a formularne.
Menenghello mi ha portato una scatola chiusa indirizzata a me, molto ben confezionata con della bella carta rossa e un bel fiocco, come sono curioso, vediamo cosa contiene..



Oibò...
E' un uccellino ucciso...



Puntata n. 8: Lettere d'amore di mano di donna

Dunque un amore infelice o semiricambiato, capita , capita, nulla di grave...
piuttosto mi sono accertato sulle tre cameriere, ebbene si sono tutte donne... non ci sono dubbi.
Bene, allora la donna ha avuto un rapporto consensuale con uno dei tre uomini, a meno che non sia stato con un altro venuto da fuori.
Il maggiordomo afferma che non è venuto nessuno al castello, anche se ha precisato di non essere stato presente solo al mattino verso le 9 in cui era uscito per comprare delle vivande per la colazione, come il suo latte di capra per esempio, visto che lei lo beve e lo richiede tutte le mattine.
Oibò, grazie a Menenghello Tartufello, il mio fido assistente, ecco cosa mi trovo davanti.


Amore mio,
vediamoci questa notte che è l'ultima notte, ti amo e ti desidero, ti appartengo ora e e sempre..
Al solito posto, alla solita ora.


ES

Dei sospettati quattro hanno liniziale del nome iniziante per "s", ma la "e" per cosa sta?
La lettera, dalla mia vasta esperienza in campo femminile, è sicuramente attribuibile a una donna, ma a chi è destinata?
Menenghello Tartufello l'ha rinvenuta nel giardino di vossignoria a terra tra i cespugli di rose rosse. Forse non significa nulla, ma è bene sapere a chi appartiene.
Domani farò una accurata perizia calligrafica per vedere di chi possa essere.
Attendo i passaporti dei sospettati, ci pensate voi a fornirmeli o preferite che sia io stesso a richiderli?

Sempre al vostro servizio.
Riporto Lucherino

lunedì 28 gennaio 2008

Puntata n. 9 (salto temporale): Libido corporis asclepico

Ancora un altro interrogatorio, cara Viridiana: questa sventura ci avventura nell'avventato vento dell'avvento, di tanto vanto vinto dal convinto, vano il divano dell'invano tempo (?). Ordunque oggi fu il tempo dell'amato canto di Germino Mino, della madre il pianto. Canto d'interrogator del fratel Sigismondo, la cui testa è un mappamondo, affinché bene uscisse di petto dalle labbra del fratello una confessione sopra ogni ragionevole sospetto. Ma lascio a Lei la lettura, possa trovare in ciò della verità la postura, e mi dica Lei poi quanto è dura, cercar della verità le mura.
MG: "Allora signor Sigismondo, dov'era lei al momento dell'omicidio della cuoca?"
Sig: "Ero a letto con Ascania, la cortigiana famosa per le sue doti orali"
MG "Ah, è un'abile cantante, è vero? ".
Sig:"più che far uscire note la sua bocca è più disposta ad accogliere gli aspri liquori mascolini". MG:"Non capisco di cosa stia parlando" . Sig: "E' logico, lei è frate".
MG: "Ad ogni modo, provvederemo a interrogare la cortigiana per vedere se dice il vero. Quanto è rimasto a letto con vossignora?"
Sig:"Tutta la mattina, fino al rinvenimento del cadavere, le urla mi hanno svegliato" .
MG: "Svegliato? Dunque a letto con Ascania stava solo dormendo?".
Sig: "Sì, è una mia perversione, libido corporis asclepico in termini medici: provo eccitazione solo se abusato durante il sonno" .
A queste parole una vergogna nel volto mi si dipinse, avevo legami di sangue con un essere così concupiscente, era come se fossi imparentato con una bestia.
MG: "Fate venire la donna!" disse Germino. Poco dopo la donna entrò nella stanza dell'interrogatorio. "Lei è Ascania, la donna di corte, è vero?" disse Mino alla giovane donna "Si, sono Ascania, a vostro servizio e piacere" . "Non dica simili oscenità! Sono un uomo di fede io, piuttosto, è vero che Lei nel giorno dell'uccisione della cuoca era a letto con Sigismondo, fratello di Franz?" . "Si, è vero". MG: "E per quanto ci è rimasta? " .
A: "Non mi ricordo molto, mi ricordo solo delle urla e di un grosso cerchio alla testa" .
MG: "Mmm, per caso lei fa uso di sostanze stupefacenti?" .
A: "No, le uniche sostanze che ingerisco sono per via orale e non ottundono le capacità cognitive ma fanno bene alla pelle" .
Che strano, pensai, questa donna è troppo.
MG: "Che sconcerie!Ma mi dica, è davvero sicura che Sigismondo era a letto con lei a quell'ora?"
A: "Come le ho detto, caro signore, ho un vuoto di quel giorno".
A questo punto Germino si volse a Sigismondo e gli domandò:
MG:"Signor Sigismondo, da quanto soffre di una simile perversità?".
Sig: "Il medico Hans Gunter me l'ha diagnosticata il mese scorso" .
MG "Che strano, e come mai sono STATE RINVENUTE NEL CASSETTO DEL SUO COMODINO I FRUTTI DELLA PHYSALIS ALKEKENGI, MEGLIO NOTA COME ALICACABO, FRUTTO DALLE STRAORDINARIE VIRTU' SOPORIFERE GIA' NOTE AGLI ANTICHI CRECI E LATINI? Com'è possibile che una persona sana abbia bisogno dell'alicacabo? Confessi, Lei soffre di insonnia, è vero? "Io." "Prende l'Alicacabo e dice di soffrire di copulatio soporis, com'è possibile? Lo confessi, lei non riesce mai a dormire, soffre di insonnia grave condizionante." "Ora - disse Mino Germino - le dirò come sono andati i fatti. Lei da tempo covava l'idea di uccidere la cuoca, così si fa diagnosticare dal medico Gunter la copulatio soporis in modo tale da non destare sospetti. In mattinata convoca l'etera Ascania e la droga. Una volta drogata si incammina quatto quatto verso la cucina. In cucina trova la cuoca a copulare con un'altra persona. Aspetta che il rapporto venga consumato e poi, una volta uscito l'amante, uccide la donna. Esce dalla camera, si infila sotto le coperte e aspetta che il cadavere venga rinvenuto. Al rumore delle grida fa finta di svegliarsi in modo tale che Ascania le faccia da alibi" .
Sig: "Fandonie! Sono solo fandonie!" .
MG: "Fandonie? E mi dica, non è lei per caso vegetariano?" .
Sig: "Certo, ma questo cosa proverebbe?" .
MG: "Proverebbe il suo astio nei confronti della cuoca. Signor Franz, da dove veniva la cuoca?" .
Subito rispose: "da San Nicandro Garganico, provincia di Foggia, nelle Puglie".
MG: "Certo, le Puglie. E non è per caso quello il paesino famoso per l'unica dieta alimentare a base esclusivamente di carne? Certo! Lo confessi, lei ha ucciso la donna perché la costringeva a digiunare".
Sig: "E' vero! Lo confesso, odiavo quella donna. Più volte l'ho supplicata per un insalata ma lei niente, doveva per forza metterci rognoni, fegatini e trippe. Mai una lattughina, un pomodoro, solo carne, carne, carne! Ma non sono stato io ad ucciderla. Quel giorno,quel giorno lo ricordo bene".
"E' vero - proseguì Sigismondo - quel giorno avevo progettato l'assassino della cuoca ma qualcun altro mi precedette. Quella mattina dopo aver drogato Ascania mi sono recato in cucina, lì vidi un uomo nudo sdraiato sopra il corpo morbido della cuoca, stavano fornicando. All'inizio ho voluto aspettare che i due finissero ma niente, la vista era troppo orribile e così me ne sono andato.
MG: "E mi dica, ha riconosciuto l'amante della cuoca?" .
Sig: "No, l'ho visto solo di schiena, tutto quello che le posso dire è che ha una voglio a forma di cuore sulla natica sinistra".
MG: "Per ora è tutto caro Sigismondo, ma si aspetti un altro interrogatorio. Un'ultima cosa, sa mica a chi era indirizzata quella lettera, quella con le iniziale ES?" .
Sig: "Si, l'ho scritta io, il mio nome completo è Epaminonda Sigismondo"
Epaminonda! Ma questo significa che... pensai.

sabato 26 gennaio 2008

Puntata n. 7: Dal diario segreto di Rimbò


Poc'anzi è stato rinvenuto, nella stanza privata, in uno dei cassetti segreti dello scrittoio Chippendale di Rimbò un diaro. Sembrerebbe il suo diario personale. Queste sono le sue parole

20-05-2007
Oramai Piera non mi ama più, almeno è quello che penso io. Alcune volte ho come l’impressione che io per lei sia solo un amico, è come se non le importasse nulla del mio corpo. Una volta mi disse: “Mi piace la musica che scrivi più che quello che sembri”. Ho sempre pensato che fosse più interessata al mio aspetto intellettuale, come se il resto non avesse nessuna importanza. Mi sento una testa senza un corpo, se fossimo solo amici il nostro rapporto non cambierebbe minimamente, per questo mi sono evirato, almeno non mi sento più in colpa se desidero unirmi a lei ad un livello più carnale. Per lei sono una musica senza musicista. Un amore platonico, nulla più.


Lo sventurato musico Rimbò, un esemplare "maschio" d' evirato cantore (come lo avrebbe definito il buon Ugo dei Sepolcri) come voleva l'antica pratica settecentesca della lirica, è deceduto ma vogliamo qui ricordarlo nelle spoglie del Senesino, ma lui era uguale.













IPOTESI LUCHERINE SUL CRIMINE DELLA CUOCA, RIPORTO SI COMPARA, IN FATTO DI CELLULE GRIGE AL NOTO POIROT


Innanzi tutto mi viene da chiedere come mai, se la vittima è morta per la perforazione del polmone vi sono tagli evidenti all'altezza delo stomaco. Quel'è larma del delitto? una lunga lama senza dentatura? Cosa sono quei fili gialli e quella polvere di ruggine?
La mia espertissima competenza in materia mi permette di dire con voracità che butilato di idrossitoluene è un composto di chimica organica idrossido di toluene noto anche come BHT un fenolo achilato a temperatura ambiente che si presenta come una polvere cristallina bianca poco solubile in acqua dove trova impiego come antiossiodante sia nei polimeri che negli alimenti in cui svolge una funzione conservante, reagisce infatti con i radicali liberi prevenendo l'ossidazione delle sostanze grasse. Tra gli addittivi alimentari è identificato come E321.
Gli acidi carbossilici son composti primari e negli stati solido e liquido si associano per formare dimeri tramite legami ad idrogeno: per esempio il più semplice l'acido formico si trova in natura in molti insetti e in alcuni vegetali in particolare nel veleno delle formiche rosse e nelle foglie dell'ortica dove c'è acido formico che crea prurito (è perfetto per poter accusar qualcuno di aver gettato prove in un campo di ortiche). Dopo alcuni test di lab si trova l'assano a piccole goccioline di acido formico intrappolate nel primo strato dell'epidermide.
Ipotesi: un bastone arrugginito, ha inghittito degli analgesici, perchè gli acidi carbolici si posson trovar anche negli analgesici (aspirina), è quindi possibile che la donna abbia anche assunto dei farmaci prima del decesso.
Per il momento ho ancora bisogno di tempo per ripetere ogni cosa ..
Per quanto riguarda il bigletto, la descrizione dei fori non molto chiara, si dice che siano 4 i fori da taglio ma si dice ke non ci siano segature o tagli dentellati quindi il coltello utilizzato non presenta seghettature ma la lama priva di seghettature è quella di un coltello trinciante, questo coltello è in acciaio inossidabile non può arrugginirsi lunga 15 di solito usata in cucina.
Si possono considerare anche delle vecchie forbici da sarta che la vittima teneva in casa magari con dei piccoli frammenti di filo incastrati nel meccanismo durante l'impatto si son depositati subito nel primo foro quello centrale più diretto. La ruggine può esser presente anche in natura sulle foglie quindi si potrebbedi collegar anche ad un attrezzo di giardinaggio come fanno a persistere ruggine e fili gialli in una lacerazione?? Il foglietto...devo ancora pensare..ma la scritta era in verticale o in orizzontale?
Le mie cellule purpuree ora devono riposare e quando si saranno riprese mi saprò far valere nelle mie competenze.








Stimato signor Ferdinand,


ecco la mia opinione su ciò: il musicista non è morto per un attacco cardiaco ma è stato assassinato. Qualcuno ha prevenuto il nostro testimone che stava per rivelarci il nome di colui con il quale la vittima ha consumato l'amore. I nostri sospettati, dal numero di nove si sono ridotti drasticamante a otto, ma veniamo ad individuare l'uomo:



  1. sigfredo, il maggiordomo;

  2. earlie il bruto giardiniere;

  3. sigismondo, suo fratello.

potremmo dire che gli uomini sono finiti, ma chi ci garantisce che sotto le spoglie delle altre donne non si celi qualche traccia di inconfondibile prova virile? Mi accerterò di persona, come è giusto che sia, che le signorine Ascania, Simone, Luan, Sophie siano veramente quello che promettano di essere. Bisogna andare oltre alla normale apparenza. Non mi sentirei dunque di escludere nessuno degli otto sospettati. Vorrei avere i passaporti degli indiziati e interrogarli personalmente. Mi interessa sapere la loro età, i loro natali, se vi erano delle parentele con la morta, se qualcuno avesse un MOTIVO PLAUSIBILE PER COMMETTERE IL DELITTO. Non è nemmeno da escludere che la donna avesse avuto relazioni sessuali con una delle donne, che magari non è nemmeno donna. Il musicista impotente ... già deve essere stato proprio difficile da confessare.. ma per Riporto Lucherino niente sarà impossibile visto che risolverà il caso con le sue celluline grigie rubate al collega Poirot. Appena mi sarà possibile affronterò da solo gli interrogati e le comunicherò quello che ho scoperto.


Stimatamente il vostro Riporto

Puntata n. 6: Riassunto delle puntate precedenti


Nelle puntate precedenti

La cuoca Piera
è stata assassinata con un colpo violento alla bocca dello stomaco. L’arma del delitto non è stata ancora rinvenuta. Sappiamo che nelle mani la vittima teneva un fogliettino strappato di color giallo paglierino con su scritte parole macchiate di sangue (della vittima).
Interrogato dal capo della polizia Andreij Koimasckij, il maestro di musica Rimbò confessa il suo amore per la vittima ma nega di essere stato lui l’uccisore. Incalzato dalle domande di Koimasckij, Rimbò è sul punto di confessare chi copulò con la cuoca il giorno della sua uccisione ma nel momento topico qualcuno, forse l’assassino, spegne la luce della stanza e con fare veloce uccide di soprassalto il maestro.
A questo punto l’investigatore privato Riporto Lucherino, in attesa dell’autopsia della nuova vittima, decide di “provare” la sessualità delle 3 giovani cameriere del castello, non negando un certo gusto necrofilo essendo le donne prossime agli 80 anni.
Con l’aiuto del prode assistente Meneghello, il nostro Riporto Lucherino viene a conoscenza di una lettera d’amore firmata E. S.
Chi è l’assassino?



AUTOPSIA N. SGH3AOM


- Referto medico SGH3AOM in data 08-06-2007
- Nome del paziente: Antoin Rimbò
- Nazionalità: Francese
- Peso: 70 chilogrammi
- Altezza: 1 metro e 80 centimetri





- Data di nascita: 25/5/1955
- Orario del decesso: 8 : 40
- Causa del decesso: Asfissia dovuta a strangolamento

La vittima presenta segni di evidente soffocamento per laccio. Il collo è circondato da una linea ematica per tutta la circonferenza. Dalla rigidità muscolare e dai segni di capillari oculari rotti possiamo dedurre che la forza impressa per il soffocamento è stata notevole, per tanto la morte stata rapida.
Il solco al collo è orizzontale, senza interruzioni e di uniforme profondità.
Nei tessuti profondi del collo sono presenti ecchimosi, lacerazioni muscolari, rottura dell'intima delle carotidi e lesioni traumatiche dell'apparato osteocartilagineo della laringe, emorragie este
se con diffusione anche alla base della lingua. La vittima presenta inoltre cianosi del viso ed ecchimosi congiuntiveli

Dottor Hans Günter
Ingolstad, 09-06-2007

Hans Günter

Puntata n. 5: La musica come cibo dell'anima. Primo interrogatorio

Carissima Wiridiana,
come Lei già saprà fatti incresciosi e orribili sono accaduti nel mio castello. La servizievole cuoca Piera è stata assassinata giorni addietro e del suo assassino non ci sono ancora tracce. Oramai non riesco più a prendere sonno durante la notte, ho sempre il timore di venire ucciso, perché l’assassino si nasconde ancora nella faccia cordiale di un mio dipendente, il sospetto mi logora, confido solo nel buon operato dell’investigatore consigliatomi da suo fratello Camillo.
Stamani si è svolto il primo interrogatorio, il detective Riporto Lucherino dice di aver già in mente qualcosa ma non si vuole sbilanciare, prima, dice Lui, c’è bisogno di prove concrete, io sto solo venendo a conoscenza di fatti prima d’allora celati, oscuri intrighi, perversioni turpe, legami irrisolti. Ma voglio condividere con Lei l’interrogatorio di oggi, esponendolo fatto per fatto.

Alle ore 8 del mattino una melodia soave usciva dalla sala da musica del castello, echeggiando in ogni angolo dell’edificio, come se la musica delle sfere celesti tanto parlata da Pitagora fosse finalmente udibile. Il mastro di musica Rimbò si stava esercitando all’arpa, il suo strumento preferito. Sembrava quasi una violenza entrare di colpo, così decidemmo di aspettare la fine di quella dolce suonata. La stanza da musica era una stanza vasta, larga più di un campo da polo, con strumenti musicali dei più svariati paesi e delle più svariate epoche storiche, circondati qua e là ai lati della sala. Rimbò stava seduto.




“Prego Koimasckij, il teste è tutto suo” disse con fare assente Riporto Lucherino





“la vingvazio signov Vipovto, ma mi chiami solamente Andveij” rispose Koimasckij
“…Andreij Koimasckij? Di nome e di fatto?” disse Lucherino
“Più di fatto che di nome”
A questa frase l’investigatore Riporto si allontanò dal capo della polizia prussiana
“Allova maestvo Vimbò…”





“Rimbò, si pronuncia Rimbò” interruppe il mestro





“Vimbò, è quello che ho detto”
“RRimbò, non Vimbò”
“VVimbò! per caso è sordo come Beethoven?”
“lasciamo stare” rispose sconsolato il maestro
“Allova, signov mestvo, dov’eva lei dalle ove 12 e 30 alle ove 13 e 30?
“Ero qui, stavo componendo una sonata per archi e flauti per il compleanno imminente di monsieur Franz”
“E mi dica, c’è qualcuno che può confevmave la sua vevsione?”
“No, come tutti sanno, la mia musica mi fa visita solo quando sono in perfetta solitudine”
“Quindi non abbiamo testimoni…mmm, e mi dica, che legami aveva con la vittima?”
“Nessuno, era solo la cuoca del Castello, tutto qui”
“Quindi non ci pavlava?”
“Di rado”
“Mmm, e come mai abbiamo tvovato in cameva sua questa letteva in cui LEI (il tono della voce di Koimasckij incominciò ad alzarsi) DICE, TESTUALI PAVOLE: “VOVVEI CHE QUESTO ATTIMO NON FINISSE E CHE CONTINUASSE A CIBAVMI CON I SUOI PIATTI E IO CON LA MIA MUSICA , TI AMO MIA CAVA PIEVA”?!
“No, non è come sembra!”
E COM’è MIO CAVO MAESTVO?! AVEVA O NON AVEVA UNA STOVIA D’AMOVE CON LA CUOCA ??
A queste parole il mio corpo si irrigidì, non avevo idea che Rimbò amasse la cuoca. Nel mio castello succedevano cose che andavano al di là della mia comprensione, capii di essere solo. Il mio sguardo si diresse verso Riporto Lucherino, se ne stava immobile, assente, quasi paziente di poter iniziare con il suo interrogatorio. Quell’uomo mi faceva paura.

“Io l’amavo!”
CEVTO CHE L’AMAVA, TANTO CHE EBBE UN VAPPOVTO SESSUALE PVIMA DI UCCIDEVLA, NON è VERO?”
MENZOGNE!
“Menzogne dice, vuole sapeve come secondo me sono andate le cose? Alle 12 e 30 Lei entva in cucina e fovnica con la vittima. Dopo il vappovto sessuale la cuoca le infomva che la vostva velazione è ovmai conclusa. Lei ha uno scatto d’iva e così con 2 diapason le pugnala. Ma la movte non è vepentina così la donna scvive su un pezzo di cavta di spartivo, pvesole dalla sua tasca mentve si stava consumando il vappovto sessuale, il nome dell’assassino e cioè Vimbò, ma lei se ne accovge e così stvappa il foglio tva le mani della vittima ed esce di covsa dalla cucina”
“No, non è vero!”
“Non è vevo? Mi dica mio cavo mastvo di musica, come mai i diapason che lei utilizza pev accovdave gli stvumenti sono appuntiti? E’ inusuale un diapason con punte appuntite”
“Si trattano di diapason speciali, la punta serve solo per migliorare la qualità dell’intonatura dello strumento”
“Mmm” disse Koimasckij dirigendosi verso la mensola della sala. Con scatto aprì il primo cassetto e notò i 2 diapason appuntiti. Li osservo dal basso e poi dall’alto, infine, notando qualcosa disse con gli occhi scintillanti: “Mmm, come mai SI TVOVANO SUI BOVDI DI QUESTI DIAPASON DELLE MACCHIE DI SANGUE?” urlò Koimasckij.
“E’ mio quel sangue! Mi sono punto stamattina, non è della vittima”
“Lei dice? Mmm, e mi dica, di che colove sono i fogli di spavtito che lei usa pev schiveve la musica? Non sono pev caso fogli gialli pagliavini, come quelli votati in mano alla vittima?”
“Non so niente io! Glielo giuro!”
“Non giuvi niente. E le pavole tvotate nel foglio non sono pev caso iniziali di note musicali? Sol Re e La? Come se lo spiega?”
“Non so cosa dirle, io non so niente. Le ripeto, a quell’ora stava componendo musica”
“Allova vuole negave tutto? Nega di avev amato la cuoca?”
“No! Io l’amavo davvero”
“E nega di avev avuto un vappovto sessuale consensuale con la vittima pvima della movte?”
“Si, non ho avuto rapporti con Piera, io…non potevo”
“E come mai non poteva?”
“io…io SONO IMPOTENTE
Un boato si levò nella sala.
“E’ vero, io amavo Piera, ed è anche vero che lei non voleva più vedermi ma non l’ho uccisa io, un altro, un altro ha consumato quel rapporto quel giorno. Si tratta di…”
Ma a quella frase si levò il buio e dopo pochi istanti si udì la voce rotta di Rimbò.
“Pvesto, una candela, fate luce!” urlò Koimasckij, ma ormai era tardi, quando tutto fu illuminato Rimbò stava esanime, morto ammazzato, pure lui. Il colpevole ha fatto un’altra vittima.
Il mistero rimane ancora avvolto nel dubbio. Aspettiamo il referto medico per quest’altra vittima
“Vipovto Luchevino – disse Koimasckiy Andreij – lei cosa ha potuto deduvve dalle pavole di Vimbò?”