Ancora un altro interrogatorio, cara Viridiana: questa sventura ci avventura nell'avventato vento dell'avvento, di tanto vanto vinto dal convinto, vano il divano dell'invano tempo (?). Ordunque oggi fu il tempo dell'amato canto di Germino Mino, della madre il pianto. Canto d'interrogator del fratel Sigismondo, la cui testa è un mappamondo, affinché bene uscisse di petto dalle labbra del fratello una confessione sopra ogni ragionevole sospetto. Ma lascio a Lei la lettura, possa trovare in ciò della verità la postura, e mi dica Lei poi quanto è dura, cercar della verità le mura.
MG: "Allora signor Sigismondo, dov'era lei al momento dell'omicidio della cuoca?"
Sig: "Ero a letto con Ascania, la cortigiana famosa per le sue doti orali"
MG "Ah, è un'abile cantante, è vero? ".
Sig:"più che far uscire note la sua bocca è più disposta ad accogliere gli aspri liquori mascolini". MG:"Non capisco di cosa stia parlando" . Sig: "E' logico, lei è frate".
MG: "Ad ogni modo, provvederemo a interrogare la cortigiana per vedere se dice il vero. Quanto è rimasto a letto con vossignora?"
Sig:"Tutta la mattina, fino al rinvenimento del cadavere, le urla mi hanno svegliato" .
MG: "Svegliato? Dunque a letto con Ascania stava solo dormendo?".
Sig: "Sì, è una mia perversione, libido corporis asclepico in termini medici: provo eccitazione solo se abusato durante il sonno" .
A queste parole una vergogna nel volto mi si dipinse, avevo legami di sangue con un essere così concupiscente, era come se fossi imparentato con una bestia.
MG: "Fate venire la donna!" disse Germino. Poco dopo la donna entrò nella stanza dell'interrogatorio. "Lei è Ascania, la donna di corte, è vero?" disse Mino alla giovane donna "Si, sono Ascania, a vostro servizio e piacere" . "Non dica simili oscenità! Sono un uomo di fede io, piuttosto, è vero che Lei nel giorno dell'uccisione della cuoca era a letto con Sigismondo, fratello di Franz?" . "Si, è vero". MG: "E per quanto ci è rimasta? " .
A: "Non mi ricordo molto, mi ricordo solo delle urla e di un grosso cerchio alla testa" .
MG: "Mmm, per caso lei fa uso di sostanze stupefacenti?" .
A: "No, le uniche sostanze che ingerisco sono per via orale e non ottundono le capacità cognitive ma fanno bene alla pelle" .
Che strano, pensai, questa donna è troppo.
MG: "Che sconcerie!Ma mi dica, è davvero sicura che Sigismondo era a letto con lei a quell'ora?"
A: "Come le ho detto, caro signore, ho un vuoto di quel giorno".
A questo punto Germino si volse a Sigismondo e gli domandò:
MG:"Signor Sigismondo, da quanto soffre di una simile perversità?".
Sig: "Il medico Hans Gunter me l'ha diagnosticata il mese scorso" .
MG "Che strano, e come mai sono STATE RINVENUTE NEL CASSETTO DEL SUO COMODINO I FRUTTI DELLA PHYSALIS ALKEKENGI, MEGLIO NOTA COME ALICACABO, FRUTTO DALLE STRAORDINARIE VIRTU' SOPORIFERE GIA' NOTE AGLI ANTICHI CRECI E LATINI? Com'è possibile che una persona sana abbia bisogno dell'alicacabo? Confessi, Lei soffre di insonnia, è vero? "Io." "Prende l'Alicacabo e dice di soffrire di copulatio soporis, com'è possibile? Lo confessi, lei non riesce mai a dormire, soffre di insonnia grave condizionante." "Ora - disse Mino Germino - le dirò come sono andati i fatti. Lei da tempo covava l'idea di uccidere la cuoca, così si fa diagnosticare dal medico Gunter la copulatio soporis in modo tale da non destare sospetti. In mattinata convoca l'etera Ascania e la droga. Una volta drogata si incammina quatto quatto verso la cucina. In cucina trova la cuoca a copulare con un'altra persona. Aspetta che il rapporto venga consumato e poi, una volta uscito l'amante, uccide la donna. Esce dalla camera, si infila sotto le coperte e aspetta che il cadavere venga rinvenuto. Al rumore delle grida fa finta di svegliarsi in modo tale che Ascania le faccia da alibi" .
Sig: "Fandonie! Sono solo fandonie!" .
MG: "Fandonie? E mi dica, non è lei per caso vegetariano?" .
Sig: "Certo, ma questo cosa proverebbe?" .
MG: "Proverebbe il suo astio nei confronti della cuoca. Signor Franz, da dove veniva la cuoca?" .
Subito rispose: "da San Nicandro Garganico, provincia di Foggia, nelle Puglie".
MG: "Certo, le Puglie. E non è per caso quello il paesino famoso per l'unica dieta alimentare a base esclusivamente di carne? Certo! Lo confessi, lei ha ucciso la donna perché la costringeva a digiunare".
Sig: "E' vero! Lo confesso, odiavo quella donna. Più volte l'ho supplicata per un insalata ma lei niente, doveva per forza metterci rognoni, fegatini e trippe. Mai una lattughina, un pomodoro, solo carne, carne, carne! Ma non sono stato io ad ucciderla. Quel giorno,quel giorno lo ricordo bene".
"E' vero - proseguì Sigismondo - quel giorno avevo progettato l'assassino della cuoca ma qualcun altro mi precedette. Quella mattina dopo aver drogato Ascania mi sono recato in cucina, lì vidi un uomo nudo sdraiato sopra il corpo morbido della cuoca, stavano fornicando. All'inizio ho voluto aspettare che i due finissero ma niente, la vista era troppo orribile e così me ne sono andato.
MG: "E mi dica, ha riconosciuto l'amante della cuoca?" .
Sig: "No, l'ho visto solo di schiena, tutto quello che le posso dire è che ha una voglio a forma di cuore sulla natica sinistra".
MG: "Per ora è tutto caro Sigismondo, ma si aspetti un altro interrogatorio. Un'ultima cosa, sa mica a chi era indirizzata quella lettera, quella con le iniziale ES?" .
Sig: "Si, l'ho scritta io, il mio nome completo è Epaminonda Sigismondo"
Epaminonda! Ma questo significa che... pensai.
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